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Se la data di scadenza contiene la parola “p...

Se la data di scadenza contiene la parola “preferibilmente” allora possiamo stare tranquilli.

Data di scadenza e termine minimo di conservazione sono due concetti apparentemente simili ma con una differenza sostanziale: nel primo caso l’alimento deve essere buttato via dopo tale data, nel secondo invece l’alimento può essere consumato anche successivamente senza pericoli.

Si parla dunque di DATA DI SCADENZA quando sulle confezioni troviamo la dicitura “da consumarsi entro” e l’indicazione di una data solitamente molto ravvicinata a quella di acquisto. Si utilizza infatti per prodotti freschi facilmente deperibili (es. latte, pasta fresca, formaggi freschi…) che devono essere consumati al massimo entro 30 giorni dalla loro produzione. Dopo tale data il prodotto non è più igienicamente idoneo ad essere consumato perché può costituire un pericolo biologico per la salute a causa di una proliferazione batterica. In questo caso l’alimento va immediatamente buttato.

Si parla invece di TERMINE MINIMO DI CONSERVAZIONE quando sulla confezione troviamo la scritta “da consumarsi preferibilmente entro” e l’indicazione di una data che può essere:

Giorno / Mese : per alimenti conservabili fino a un massimo di 3 mesi.
Mese / Anno : per alimenti conservabili da 3 a 18 mesi.
Anno : per alimenti conservabili oltre i 18 mesi.

In questo caso invece l’alimento, se conservato nelle modalità corrette, può essere consumato tranquillamente anche dopo la data indicata senza correre in alcun rischio per la salute, tuttavia le caratteristiche originarie possono essersi alterate pertanto il produttore non garantirà più sulla qualità organolettica dell’alimento. Si tratta quindi di una data consigliata per poter consumare il prodotto in condizioni ottimali.

Data di scadenza

Ci sono poi alimenti che non hanno una data di scadenza perché non avendo acqua libera o essendo caratterizzati da un PH molto acido non presentano un rischio microbiologico, come ad esempio sale, zucchero, miele, aceto di vino, alcolici… Ecco perché fin dalla notte dei tempi quest’ultimi vengono utilizzati come conservanti naturali.


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